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Le principali vicende storiche di Gaeta

Ripercorriamo le vicende storiche di Gaeta prendendo spunto da un articolo del famoso giornalista gaetano Dante Pignatiello realizzato nel 1955 per Il Giornale d’Italia. Nato (nel 1924) e morto (nel 2000) a Gaeta, Pignatiello è stato un straordinario testimone della vita della sua città e dell’intero Sudpontino, nonché autore di numerosi scoop giornalistici e reportage, ripresi anche dalla stampa internazionale.

Si ritiene che Gaeta sia sorta ad opera dei Pelasgi, popolazione che migrò in Italia in epoca preromana, e che quindi fosse anteriore alla stessa Roma. Le sue origini hanno a che fare con il mito e il punto di partenza per analizzare tali tradizioni è Dante Alighieri e la sua Divina Commedia. Il Sommo Poeta cita Gaeta nel XXVI canto dell’Inferno quando dice: “…[Ulisse] gittò voce di fuori e disse: «Quando mi diparti’ da Circe, che sottrasse me più d’un anno là presso a Gaeta, prima che sì Enea la nomasse, né dolcezza di figlio, né la pieta del vecchio padre, né ‘l debito amore lo qual dovea Penelopè far lieta, vincer potero dentro a me l’ardore ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto…”. Con tale affermazione si ha la prova che Gaeta esistesse sin dai tempi più remoti. Altri autori invece, come Diodoro Siculo, Strabone e Servio danno a Gaeta un età anteriore alla guerra di Troia.

A partire dalla costruzione nel 312 a.C. della via Appia e nel 184 a.C. della via Flacca i romani, attratti dal luogo e dalla sua particolare posizione, vi iniziarono a costruire ville, giardini, mausolei e piscine. Come il mausoleo di Lucio Munazio Planco e la villa di Tiberio, dei quali si possono ancora ammirare i resti. E così durante il periodo romano la città divenne un luogo di villeggiatura molto rinomato e la sua importanza aumentò con il passare del tempo. Costantino Porfirogenito nel De Amministrando Imperio la pone al quarto posto, dopo Capua, Napoli e Benevento, come vero “urbs antiqua et magna” mentre Cicerone la definì il suo porto “celeberrimuum Cajetae portum plenissimum navium”.

La sua posizione destò l’ingordigia di numerosi conquistatori, i quali se la contesero col ferro e fuoco, anche se Gaeta ebbe però il privilegio di governarsi per parecchio tempo da sola. Dall’839 al 1140 fu Repubblica Marinara, fiorì in anticipo sulle altre repubbliche, si governava in base a proprie leggi e difendeva la propria libertà da sanguinosi assedi. La fine della repubblica marinara fu causata dalla dominazione Normanna e da Re Ruggero II d’Altavilla. Nel 1266 acclama suo Re Carlo I D’Angiò ed in seguito, nel 1420, passa sotto il dominio degli Aragonesi. Sul finire del 1400 viene presa da Carlo VIII di Francia a cui viene ritolta subito dopo dagli Aragonesi. Ceduta ai francesi nel 1501 fu ripresa dagli spagnoli nel 1503.

Durante la dominazione spagnola perse per la prima volta la sua indipendenza ma malgrado ciò Carlo V la dotava di nuovissime fortificazioni bastionate. Sfortunatamente, la morsa delle mura ostacolò la sua espansione e da allora rimase schiava del militarismo. Nel 1707 fu conquistata dagli austriaci, che vi rimasero fino al 1734, quando furono scacciati da Carlo III di Borbone. Dal 1799 al 1815 si contesero il suo governo francesi e borbonici, che rimase a quest’ultimi sino all’assedio del 1860-61, dopo il quale la città si inserisce nella storia d’Italia. Dall’unità d’Italia in poi la storia le è stata particolarmente ostile fino all’atroce passaggio della seconda guerra mondiale. Però, come già imparato in passato, Gaeta e la sua popolazione riuscì a risorgere a nuova vita.

Vieni a scoprire Gaeta e la sua storia, le cui origini hanno a che fare con il mito … Ti aspettiamo nella nostra casa vacanze Hello Gaeta!!!

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